Il consumatore non compra prodotti, ma utilità (consumer benefit).
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Dice Norman Berry: “Nessuno al mondo desidera possedere una punta di trapano da sei millimetri. Ciò che desidera è un buco da sei millimetri nella piastrella del bagno.”
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Se ne può desumere che una strategia non si costruisce sul prodotto ma sull’utilità che il consumatore ne ricava. E tanto più questa è estesa, tanto più il messaggio sarà in grado di raggiungere il bersaglio. Continuando con l’esempio del trapano, quindi, l’utilità estesa sarà lo specchio appeso alla parete del bagno, il quadro appeso in sala, la mensola che consente di sistemare i libri, eccetera.
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Quanto detto finora, tuttavia, non significa che si debbano trascurare le qualità tecniche del prodotto, ovvero le specifiche del servizio. Sarebbe un errore. Se la nostra punta metallica ha caratteristiche particolari che, ad esempio, impediscono alla piastrella di rompersi, o che so facilita il compito anche a una mano inesperta, allora bisogna dirlo. Se il nostro servizio facilita e migliora la vita del consumatore/utente, bisogna specificarlo. Diventa, anzi, un sostegno della promessa (supporting evidence).
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È importante comprendere il modo in cui il consumatore pensa, analizza e decide. Il modello di analisi più completo tiene conto dei seguenti fattori: