Per ogni progetto, in genere, c’è un gruppo di lavoro coordinato dal project leader (l’account) che definisce gli obiettivi, i metodi e i tempi ed effettua un’azione di monitoraggio continuo affinché essi vengano rispettati. Il gruppo deve cercare un accordo sulla strategia, il che non significa che tutti debbano sempre essere d’accordo, anzi, talvolta è proprio da un certo attrito che nasce la scintilla intuitiva. L’importante è, naturalmente, mantenere la discussione sul valore del pensiero e delle idee, non su irritanti e inconcludenti confitti di personalità. Difficilmente una buona strategia nasce da atteggiamenti come “la mia idea è migliore della tua”. È decisamente più fertile un dialogo in cui pensieri, ragionamenti e stimoli si scambiano e s’incrociano fino a sfociare in un’idea che “è di tutti”. Penso che una buona idea maturata in due, in tre, in quattro…non sia una mezza idea, un terzo d’idea, un quarto d’idea, ma piuttosto una buona idea condivisa e ponderata. Nel caso in cui si preveda la partecipazione di terzi (es. fotografi, elaboratori di contenuti tecnici, esperti dello specifico settore di prodotto o servizio oggetto della campagna), ritengo sempre utile farli partecipare alla costruzione della strategia. Mi è capitato spesso che l’apporto esterno sia stato molto utile, perché “fresco” rispetto alle idee d’agenzia che, quasi sempre, tendono a seguire uno schema e un format delineati e consueti.